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AGRICOLTURA, AMBIENTE E TERZO SETTORE

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L’Unsicoop, secondo indirizzi indicati dal Presidente Nazionale Antonio Fronzuti, ritiene necessario sviluppare progetti che sappiano coniugare produzione agricola sostenibile, tutela ambientale e sviluppo terzo settore. “Questi tre elementi – a mio avviso – sono fondamentali per uno sviluppo armonico e sostenibile dell’economia agricola e sociale del nostro paese.”

“un’agricoltura sostenibile consente di per sé produzioni significative in qualità e con attenta programmazione anche in quantità nel pieno rispetto del territorio su cui vengono sviluppate le colture prescelte; oggi più che mai le mutazioni del clima che si avvertono (al di la delle esagerazioni mediatiche) anche nella vita quotidiana (vedi alterazioni avvertite nel ciclo delle stagioni) ci impongono una maggiore attenzione al rispetto del territorio in particolare in Italia anche per via della fragilità del nostro sistema idrogeologico.

Pertanto, le buone pratiche agricole, come insegnano i manuali sin dall’antichità, agevolano il mantenimento degli equilibri anche in ambito paesaggistico e di conseguenza ci aiutano a prevenire le conseguenze nefaste degli eccessi del clima che ultimamente colpiscono sempre più di frequente il nostro paese. La condizione odierna e l’esperienza degli ultimi anni ci ha fatto chiaramente comprendere come un maggiore rispetto per gli equilibri degli ecosistemi sul nostro territorio non è più figlio di una moda effimera legata a facili emotività ma è soprattutto un elemento con importanti ripercussioni economiche, in poche parole avere maggiore attenzione e immaginare sistemi produttivi più rispettosi dell’ambiente che ci circonda sia in campo industriale sia in campo agricolo comporta necessariamente notevoli benefici non solo dal punto di vista della qualità del cibo che mangiamo o dell’aria che respiriamo ma anche in modo più strettamente concreto sul piano economico. Oggi più che mai è valida l’equazione tutela ambientale= economia, ma attenzione a non scadere in facili demagogie e visioni “populistiche” dei problemi legati all’argomento: “ambiente”. Un esempio ci viene da un tema e un prodotto tanto discusso in questo periodo: la plastica.

La plastica non può essere considerata né un problema né un rifiuto altrimenti né verremo paradossalmente sommersi, la plastica va considerata una risorsa tanto preziosa quanto, evidentemente, delicata che se trattata e considerata nel modo sbagliato può diventare effettivamente pericolosa. A tal proposito l’Unsicoop, attraverso i suoi uffici e collaborazioni con vari soggetti qualificati in tema di tutela ambientale sta approfondendo la tematica: “riciclo e valorizzazione”.

Su questo terreno , come sistema paese Italia e auspicabilmente allargandoci al sistema Europa, dobbiamo avere il coraggio e la determinazione di affrontare una sfida fondamentale, per uno sviluppo economico sostenibile e per una difesa concreta ed effettiva dell’ambiente, quale quella di un’economia circolare che veda valorizzato il rifiuto plastico attraverso il riciclo e la lotta allo spreco. Infatti, a mio avviso, non è ipotizzabile un futuro senza un uso razionale e lungimirante di un prodotto come la plastica che per le sue qualità intrinseche ancora non ha eguali: chi mai si sognerebbe di bere da un bicchiere di vetro e non da uno monouso in un ospedale o dal dentista? Oppure vogliamo sterminare inimmaginabili quantità di boschi per la produzione di cellulosa necessaria per la carta o di legno che (malamente) sarebbero chiamati a sostituire la plastica in tante circostanze? Poiché ritengo che questa sia una battaglia che vada combattuta con le armi del realismo e non dell’utopia è necessario, per questo, sviluppare progetti concreti e di lunga durata sul tema del riciclo, del riuso e della valorizzazione del prodotto plastica, coinvolgendo in questo la cooperazione sociale che come soggetto importante del terzo settore a mio avviso può dare e trarre enormi benefici da una collaborazione che sia proficua ma anche lungimirante.

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