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legge Dopo di noi

Mai più soli: approvata la legge “DOPO DI NOI”

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Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 112 del 24-06-2016 recante Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, c.d. legge Dopo di noi. La Legge va finalmente a colmare un vuoto normativo che i disabili e le loro famiglie hanno per troppo tempo sperimentato sulla propria pelle.

I destinatari sono le persone con disabilità grave, non determinata da patologie connesse con il naturale invecchiamento, che si ritrovano soli al momento del decesso dei familiari ma anche coloro che pur avendo i genitori ancora in vita, non possono beneficiare del sostegno di questi ultimi. La Legge, seppur imperfetta, ha il merito di iniziare un processo di civiltà che mira a ridurre l’istituzionalizzazione dei disabili, favorendo altresì delle misure volte a garantire l’autonomia e la piena inclusione dei beneficiari.

Per le finalità di cui sopra è stato istituito un Fondo con una dotazione di 90 milioni di euro annui per il 2016, 38,3 milioni di euro per il 2017 e 56, 1 milioni di euro a decorrere dal 2018. L’accesso alle misure è subordinato alla sussistenza di requisiti che verranno individuati con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze e della Salute entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Il Fondo verrà destinato a creare nuove forme di residenzialità attraverso nuove soluzioni alloggiative di tipo familiare secondo il modello del co-housing ma servirà anche a potenziare programmi volti a favorire lo sviluppo delle competenze di ciascuno al fine di migliorare la gestione della vita quotidiana con il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile.

Da un punto di vista fiscale, la legge introduce una serie di agevolazioni che vanno dalla cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori fino all’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità delle spese per le polizze assicurative e in ultimo agevolazioni per la costituzione di un trust.  Proprio quest’ultimo istituto ha generato non poche polemiche in sede di approvazione del DDL. Il trust è uno strumento che, tramite un contratto di affidamento fiduciario gravato da un vincolo di destinazione, fa sì che i genitori possano destinare il proprio patrimonio a fondi speciali destinati al figlio disabile. Tra i destinatari e i beneficiari vi è una terza figura, il trustee che può essere o una persona fisica di fiducia o una persona giuridica come ad esempio associazioni o cooperative sociali.

Molti parlamentari hanno richiesto una maggiore chiarezza ed hanno sottolineato come spesso le persone che si rivolgono allo Stato sono quelle che si trovano in maggiore stato di indigenza. Conseguentemente il trust si indirizzerebbe ad una ristretta cerchia di beneficiari.

Sotto accusa anche l’eccessivo ruolo dato alle Regioni in materia di individuazione dei criteri per l’erogazione dei finanziamenti. E’ stato sottolineato da diverse parti come vi sia la necessità di un maggiore controllo da parte del governo per evitare utilizzi impropri di denaro pubblico sulla falsa riga di Mafia Capitale.

I diretti interessati, i genitori dei disabili e le associazioni di categoria hanno sottolineato la mancanza del riconoscimento dell’assistenza al proprio domicilio e l’esclusione dei disabili con limitazioni meno gravi ma non per questo meno a rischio di isolamento.

Come dicevamo all’ inizio: questo è un primo passo. La normativa va sicuramente implementata e migliorata. E’ auspicabile che il Governo apra una costante concertazione con le parti sociali che quotidianamente operano con i disabili. Pensiamo in primo luogo alle famiglie ma anche alle associazioni di categoria, i servizi sociali dei comuni, i sindacati e i patronati.

 

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