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Previdenza sociale marittimi e naviganti

Lupi di Mare: la previdenza dei marittimi

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Il sistema previdenziale dei marittimi è soggetto a diverse normative che spaziano da quelle di diritto nazionale che fanno riferimento alla cittadinanza del personale di bordo e alla bandiera della nave a quelle internazionali qualora il marittimo sia imbarcato su navi battenti bandiera straniera. Va precisato che, secondo il diritto internazionale, le leggi di riferimento sulla nave sono quelle del suo Stato di appartenenza, ovunque essa si trovi.  Si applica il principio dell’extraterritorialità come avviene ad esempio per le ambasciate. Tale principio cessa quando la nave giunge in porto per cui si avrà che a bordo si applicheranno le leggi dello Stato battente a bandiera, mentre a terra si seguiranno quelle della nazione in cui ci si trova.

Fanno parte del personale marittimo: la gente di mare; il personale addetto al servizio dei porti e il personale tecnico delle costruzioni navali.

La previdenza dei marittimi è tra le più antiche nel nostro panorama giuridico. Basti pensare che le origini risalgono ai tempi delle Repubbliche Marinare, le cui istituzioni di assistenza hanno costituito alcuni tra i primi esempi di tutela dei lavoratori.

Tornando ai nostri giorni, il sistema previdenziale marittimo è stato definitivamente riordinato con la Legge n. 413 del 26 luglio 1984 che ha soppresso la Cassa nazionale per la previdenza marinara; quindi nel 1990 il processo è stato completato con il completo inserimento dei marittimi in regime AGO dei lavoratori dipendenti.

Analizziamo di seguito le peculiarità previdenziali legati al lavoro marittimo ed enunciate all’interno della L. n 413/84.

Tra questi vi è il prolungamento. Si tratta di una maggiorazione che spetta alla categoria in virtù della durata del lavoro nel momento in cui si è imbarcati che ovviamente viene considerato della durata di 24 ore su 24. L’istituto del prolungamento prevede che i periodi di imbarco anteriori al 1980 vengono maggiorati del 40%; quelli successivi al 1980 sono prolungati di un periodo corrispondente ai giorni di sabato e domenica, e quelli festivi cadenti effettivamente durante il periodo di imbarco. Il prolungamento scatta solo a condizione che dopo la navigazione vi sia un periodo non coperto da contributi, inclusi i figurativi, come ad esempio l’indennità di disoccupazione. Allo stesso modo, non si applica in caso di ricongiunzione dei periodi presso altri fondi pensione.

Il marittimo dichiarato inabile dalla competente commissione ha diritto alla pensione a qualsiasi età, purché possa far valere almeno 10 anni di navigazione di cui uno nell’ultimo decennio.

La pensione anticipata spetta a condizione che si possano far valere 1040 settimane di assicurazione solo marittima, di cui almeno 520 di effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica di bordo.  A tal proposito, l’Inps con messaggio 2409/2015  specifica che “Nei casi di lavoratori marittimi che abbiano ricoperto contemporaneamente diverse qualifiche, il periodo di svolgimento dell’effettiva navigazione al servizio di macchina o di stazione radiotelegrafica deve essere attestata dall’azienda armatoriale con esplicita assunzione di responsabilità su quanto dichiarato, utilizzando il modello allegato”.

Un’ ulteriore deroga riguarda le pensioni ai superstiti nel triste caso di lavoratori marittimi scomparsi in mare. In questo caso i superstiti possono richiedere immediatamente la pensione senza attendere la dichiarazione di morte presunta, a condizione che sia stato compilato l’atto del processo verbale secondo quanto stabilito dagli artt. 206 – Scomparizione in mare e 211 – Conseguenze della scomparizione in mare   del codice della navigazione.

Per ciò che concerne l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ai sensi dell’art. 7 della Legge n.122/2010  l’Ipsema è stato soppresso e le relative funzioni sono di competenza dell’INAIL. L’assicurazione è a totale carico del datore di lavoro. I lavoratori beneficiano dell’indennità per inabilità temporanea, inabilità permanente, rendita, una tantum, assegno funerario ai superstiti. Sono coperti anche gli infortuni in itinere nonché la malattia. L’ex Ipsema e oggi l’INAIL oltre a coprire le malattie fondamentali, ossia quelle manifestatesi a bordo copre anche quelle dette complementari che si manifestano entro 28 giorni dallo sbarco. Qualora la malattia comporti lo sbarco il marittimo beneficia di un’indennità giornaliera dal giorno successivo alla cancellazione dal ruolo di equipaggio pari al 75% della retribuzione dell’ultimo mese e viene erogato per tutta la durata della malattia per un massimo di un anno.

In ultimo, occorre segnalare la nascita del Fondo Solimare. Il Fondo di solidarietà bilaterale del settore marittimo è stato istituito con Decreto interministeriale n. 90401 dell’8 giugno 2015 e si rivolge ai lavoratori marittimi, compresi gli iscritti al “turno particolare” (marittimi a tempo determinato ma con precedenza di imbarco in caso di carenza di personale), ai dipendenti amministrativi e di terra delle imprese amatoriali, in caso di riduzione o di sospensione dell’attività lavorativa ed erogherà prestazioni a tutela del reddito dei lavoratori marittimi e del personale amministrativo e di terra delle imprese armatoriali.

L’art. 2 del Decreto prevede che il fondo intervenga nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa in relazione a:

  1. eventi transitori e non imputabili all’impresa armatoriale o ai lavoratori, ovvero determinati da situazioni temporanee di mercato;
  2. ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali;
  3. crisi aziendali;
  4. fallimento, concordato   preventivo,  liquidazione   coatta amministrativa e amministrazione straordinaria.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 il Fondo è stato esteso anche alle imprese con media occupazionale compresa tra più di 5 e 15 dipendenti.

 

 

 

 

 

 

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