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Lavoro pubblico nel Mezzogiorno: il testo del memorandum di Napoli

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I presidenti delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia hanno sottoscritto un memorandum per il rilancio del lavoro pubblico nel Mezzogiorno.
Vi si legge: “Il sistema pubblico, inteso come l’insieme degli enti pubblici che esercitano funzioni pubbliche e che erogano servizi pubblici, deve diventare un elemento essenziale della capacità produttiva del nostro Paese e del Mezzogiorno in particolare.
Dalla qualità dell’azione posta in essere dalla pubblica amministrazione dipende l’accessibilità ai diritti fondamentali ed ai beni comuni. Non esiste quindi diritto di cittadinanza senza una pubblica amministrazione che sappia far diventare esigibili i diritti costituzionalmente garantiti.
All’interno dell’organizzazione pubblica, il capitale umano rappresenta il fattore centrale a cui è affidato il compito di trasformare in comportamenti i contenuti delle regole e degli atti che sono alla base di un ordinamento giuridico.
Per troppi anni il nostro Paese ha sottovalutato il peso della pubblica amministrazione nella vita delle persone ed il peso del personale pubblico nella capacità di risposta della PA ai bisogni dei cittadini.
Il blocco del turn over, il blocco degli aumenti salariali, il blocco delle carriere interne sono state delle decisioni che hanno penalizzato fortemente la capacità del sistema pubblico di produrre beni e servizi e di svolgere i compiti che la legge assegna a ciascuno dei livelli di governo del Paese.
Oggi i dipendenti pubblici che operano in tutti i settori della pubblica amministrazione sono fortemente diminuiti ed il loro numero è minore di quello dei Paesi più avanzati: 20,5 ogni 100 abitanti, rispetto ai 35,8 della Francia ed il 29,9 della media dell’Unione europea.

 

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