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Ebint, arriva l’ente bilaterale del Terziario

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Tra Unsic e Unsicoop per la parte datoriale e la Federazione dei lavoratori del terziario dell’Ugl sta muovendo i primi passi operativi l’Ebint, un nuovo ente paritetico, espressione della gestione bilaterale del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore. Ebint promuove la formazione dei lavoratori, iniziative per la salute e la sicurezza sul lavoro, assiste nella stipula degli accordi individuali in vista del miglioramento delle relazioni in azienda e della qualità del lavoro e della vita. Un ente bilaterale è quindi l’espressione congiunta di un modo più moderno di gestire e rendere vivo ed efficace il Contratto. Con la bilateralità si pensa dunque ad affrontare una serie di bisogni e diritti sociali con un’azione diretta di responsabilità e collaborazione delle parti sociali, che vanno oltre la semplice negoziazione salariale per impegnarsi in molti altri ambiti di comune interesse. L’ente bilaterale ha una sua natura mutualistica e solidale, oltre che trasversale tra datori di lavoro e lavoratori, perché finanziato congiuntamente dalle due parti, e il suo principale scopo è appunto di affrontare e risolvere problemi comuni, non soltanto quelli dei dipendenti, che possono certamente essere percepiti come il lato più debole, e che ricevono dall’ente bilaterale accesso a servizi e sostegni, in caso di malattia, necessità di istruzione, problemi in azienda che possano essere gestiti andando oltre la “forbice” tra conflitto e disciplina. Anche i problemi imprenditoriali, infatti, sono sostenuti dallo strumento dell’ente bilaterale, che si occupa di studi e ricerche, rappresentare presso le istituzioni in maniera congiunta e unita certi interessi comuni alle aziende nel loro complesso, per esempio effettuando attività di certificazione, Ma l’orizzonte può essere più ampio: elaborare nuove culture. Per esempio, l’ente bilaterale ha un ruolo potenzialmente fondamentale nelle nuove frontiere del lavoro, la valorizzazione e la promozione della parità di genere, l’integrazione delle nuove professionalità, insomma nell’esaltare il ruolo dell’azienda come luogo di elaborazione di idee progetti, che alla fine ricadranno positivamente anche sulla produzione, ma persino sulla società nel suo complesso. In questo senso, è significativa la partecipazione di Unsicoop, una centrale cooperativa, che ha nella sua cultura d’origine l’idea e il valore della collaborazione tra le diverse funzioni del lavoro. Nel momento in cui una cooperativa assume dipendenti, per le diverse necessità tecniche e produttive, ricostituendo necessariamente una duplicità di livello e una potenziale conflittualità con i soci, l’ente bilaterale può ricostituire una cornice solidale, aprendo nuovi spazi di condivisione e partecipazione alle sorti comuni. In prospettiva, in una fase del ciclo economico in cui si assottigliano le risorse per il welfare, l’ente bilaterale può fungere anche da ammortizzatore sociale per le situazioni di crisi aziendale, costituendo fondi di solidarietà, oltre che canali di accesso a sanità o previdenza integrative.

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